Sartoria Letteraria

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Nasce nel 2016 Sartoria Letteraria, il progetto che unisce due mie passioni, scrittura e moda. E’ il mio modo per raccontare gli abiti e per tessere le parole insieme, in un mondo fatto di stoffe, colori, inchiostri, lettere e stampe. Tutto è fatto a mano, come nelle vecchie sartorie, dai modelli alle applicazioni fino alle frasi che accompagnano ogni capo e ogni oggetto. La mia è una sartoria contemporanea, dove le mani scorrono sui tessuti e digitano sulla tastiera, dove manuale e digitale convivono nella testa stanza seguendo il filo dell’ispirazione; dove si cuciono trame ma anche parole, frasi, pezzi di libri che diventano nuove storie, racconti estemporanei, aforismi motivazionali o pensieri dedicati. Ogni abito una storia, ogni accessorio un messaggio, ogni pagina una frase speciale.

Wearable è la parte da indossare, dove accessori e abiti sono realizzati con materiali e tessuti riciclati, recuperati in vecchi mercati, stock di aziende locali o negli armadi di nonne e zie. Il processo di ideazione parte dalla ricerca del materiale, dal quale poi nascono mini-collezioni o edizioni limitate.

Readable è cartoleria tessile e comprende tutto ciò che si può leggere e che poggia su carta: una pagina che parla, un rotolino della fortuna con un messaggio insolito, un nuovo racconto, una cartolina ricamata, quaderni e diari con parole nascoste. Chissà, prossimamente libri.

Sartoria Letteraria è originale, artigianale, libera dalle mode e dalle stagioni; è pop, colorata, ironica, amica dell’ambiente, rispettosa delle persone, personalizzata e personalizzabile. Si legge e si indossa. Anche contemporaneamente.

 

CARTA DEI VALORI/SARTORIA SLOW FASHION: ARTIGIANALE, LIBERA, PRATICA 

 

In un mondo dominato dalla velocità e dal consumismo, io sono una fiera sostenitrice del movimento Slow Fashion. Per cambiare il sistema c’è bisogno di rallentare, di mettere cura e attenzione in ogni passaggio, di non seguire i ritmi tradizionali della moda, di cambiare stantie dinamiche di produzione, distribuzione e vendita. Ecco perché tutti i prodotti di Sartoria Letteraria sono artigianali, sostenibili, liberi dalle stagioni e pratici. Ecco perché cerco di dare un senso e di creare valore con le mie creazioni.

ARTIGIANALE: La produzione non è a km0, è direttamente a 50 metri dalla camera da letto ;) Ho un piccolo laboratorio in giardino (quando vivo in Italia) e un angolo in salotto (quando vivo a Ibiza); sogno uno studio dove potermi espandere, ma il nomadismo al momento non me lo consente e lo spirito di adattamento vince. Realizzo personalmente tutti i prototipi; per la produzione mi avvalgo dell’aiuto della sarta Angela, una signora di Prato che continua a fare questo mestiere come si faceva una volta, di Lucia di San Miniato e di Rosa che vive a Ibiza (oltre a fare i costumi per il Pacha aiuta anche me). Per quanto riguarda la modellistica, nella quale non sono propriamente un asso, mi avvalgo di due professioniste incredibili: Enrica, modellista pratese che ha lavorato per i maggiori marchi toscani e adesso si è messa in proprio, e Sabrina, stilista e modellista “old school” (lavora con carta e matita alla vecchia maniera) specializzata in costumi teatrali e abiti su misura. Questa è la mia piccola crew!

SOSTENIBILE: La sostenibilità è un valore difficile da misurare ed essere sostenibili al 100% è utopia pura. Quello che tento di fare è cercare di impattare il meno possibile sull’ambiente e fare scelte di materiali/accessori prodotti in un certo modo e soprattutto recuperando e riciclando. Per i materiali utilizzo tantissimo tessuti recuperati negli stock di aziende italiane del distretto pratese, vecchie collezioni, tessuti avanzati, scampoli e tutto ciò che giace in magazzini, ma anche riciclo di tessuti come lenzuola, tende, tovaglie o stracci da cucina. Ogni tanto distruggo e riuso vecchi abiti, trasformandoli. Uso moltissimo il WAX africano, preso direttamente da produttori locali in Senegal, Burkina e Mali (con la collaborazione di associazioni che operano direttamente in loco). A volte stampo pattern originali realizzati da me o illustratrici con le quali collaboro da Franco, proprietario di una storica stamperia situata nel distretto di Como. Non faccio produzioni industriali né tantomeno seriali; la quantità di oggetti messi in circolazione è limitata e controllata. Per quanto riguarda packaging, cartellini ed etichette uso materiali che provengono dalle lavorazioni o vecchie riviste anni 60/70.

LIBERA: Libera dalle tendenze, dalle mode del momento, dalla stagionalità imposta dal sistema. Non ci sono collezioni ma suggestioni, pezzi unici che partono da un’idea, un materiale, una visione, una parola che si trasforma e prende vita. Insomma, faccio un po’ come mi sento!

PRATICA: La praticità temo essere una mia ossessione o comunque una caratteristica imprescindibile. Il detto “per bella apparire un po’ devi soffrire” mi è sempre rimasto indigesto e ho cercato sempre di combinare praticità, femminilità e comodità, ovviamente secondo la mia visione delle cose. I capi/accessori che realizzo hanno linee semplici, sono facili da indossare (non c’è bisogno del libretto d’istruzioni), e spesso sono multifunzionali (che la stessa cosa si può utilizzare in vari modi, anche questa è un’ossessione dal mio anno di diploma).

ISPIRATRICE: Parole, messaggi segreti, frasi motivazionali e racconti sono nascosti in ogni capo o spiccano in ogni nuovo oggetto. Io e la mia macchina da scrivere Antares Capri 1968 ci divertiamo a scrivere su carta e su tessuto e lasciare spunti di riflessione sul retro di una t-shirt, dentro ad un fascia per capelli o sotto ad un quadretto.

LA STORIA

La mia primissima collezione sfilò a Londra nel lontano 2003, ed era un tripudio di colori, pattern, applicazioni e banane (praticamente quello che continua a piacermi anche adesso). Non sono mai andata in produzione con quella storia, ero ancora troppo giovane ed inesperta. Solo 7 anni dopo è arrivata Pygiama&Superstar, il mio primo marchio i cui presupposti fondamentali erano comodità, linee femminili, praticità e tessuti di qualità anche se sportivi. In questa occasione la produzione è stata piccola, non ho mai amato le cose seriali e con infiniti pezzi tutti uguali; le collezioni non seguivano le stagioni ma la mia ispirazione del momento, perché non ho mai amato nemmeno i tempi frenetici della moda e quel far perdere valore ai capi studiati e sudati dopo appena pochi mesi. C’è stata una parentesi estiva con la linea Seally dedicata al mare e ai costumi, poi ho avuto bisogno di un attimo di pausa.

L’attimo di pausa è arrivato nel mio momento di crisi con il mondo della moda, diciamo quello più prepotente, che il mio è sempre stato un rapporto di amore/odio. Quello in cui sentivo che la moda così come si stava sviluppando stava perdendo valore, che il fast fashion stava ingoiando la bellezza trasformandoci tutti in consumatori seriali di prodotti dall’alto contenuto moda ma poverissimi in quanto a materiali e lavorazioni. Mi sono addentrata nell’universo intricato della sostenibilità, dell’etica, dell’impatto ambientale delle nostre scelte e ho capito che più che di nuove collezioni ci sia bisogno di ri-educare ad un consumo differente e raccontare “l’altra moda” come unica opzione possibile per non implodere sotterrati da quintali di t-shirt da 2,99€ avanzate. Sì, lo so, è stato un momento buio e tragico, in cui ho pensato più e più volte di abbandonare il campo e di andare a vendere piadine su una spiaggia lontana. Invece ho scritto SFASHION e ho deciso che avrei divulgato il più possibile l’idea di un sistema-moda differente, quanto più rispettosa dell’ambiente e delle vite umane possibile.

In tutto questo momento di crisi e sconvolgimenti, tra una parola scritta, una fascia per capelli fatta per me e poi per un’amica e poi ancora per un’altra, un poncho realizzato recuperando lenzuola e qualche rattoppo di jeans vecchi si è insinuata tra i miei ricci l’idea della Sartoria Letteraria come progetto dove far vivere la scrittura e la moda in maniera assolutamente artigianale: cucire insieme parole e scrivere con i tessuti dando vita a nuovi componimenti indossabili o leggibili. Mi è sembrato il modo migliore per combinare queste mie due passioni che mi tengono viva da sempre senza avere una crisi d’identità a settimana e dovendo scegliere o l’una o l’altra pensando a “cosa vuoi fare da grande?“. Le crisi via via mi vengono lo stesso, ma mi concentro sulla mia Sartoria e provo a fare del mio meglio. ;)

—> Puoi trovare le creazioni di “Sartoria Letteraria” nello shop online o ordinare la tua versione personalizzata scrivendomi a marina@morgatta.com <—

Dal vivo puoi incontrarmi in alcuni eventi speciali in Italia (novembre-aprile) o negli hippy market a Ibiza (maggio-ottobre);  seguimi su instagram per essere aggiornato sui miei movimenti o iscriviti alla newsletter.

Alcuni pezzi sono disponibili anche in negozi selezionati in Italia, Ibiza…resto del Mondo. Se hai un negozio e sei interessato scrivimi :)


 

Sartoria Letteraria, the project that combines my two great passions, writing and fashion, was born in 2016. It is my very own way of telling clothes and weaving words together through a world made of fabrics, colors, inks, letters and prints. Everything is handmade, as in the old tailor’s, from the pattern design to the applications, up to the typewritten quotes that come with each garment and each item.

My tailoring is contemporary; the hands slide on the fabrics and type on the keyboard; manual and digital coexist following the thread of inspiration; textures are sewn as well as words, sentences, pieces of books that become new stories, impromptu tales, motivational aphorisms or dedicated thoughts. Each apparel is a story, each accessory a message, each page a special tale.

Wearable is about all those garments and accessories that can be worn, which are made with recycled materials and fabrics recovered from old markets, local companies’ stocks or from granny’s and friends’ wardrobes. The creative process starts from the research on materials, which is followed by the production of mini-collections or limited editions.

Readable is textile stationery and includes everything that can be read and placed on paper: an embroidered postcard, a page that speaks, a fortune roll with unusual messages, a new tale, notebooks and diaries with hidden words.

Sartoria Letteraria is original, handcrafted, free from fashion dictates and seasons; it is pop, colorful, ironic, ecofriendly, respectful of people, customized and customizable. You read it and wear it. Even together.

VALUE CHART / SARTORIA SLOW FASHION: HANDMADE, FREE, PRACTICAL

In a world dominated by speed and consumerism, I am a proud supporter of the Slow Fashion movement. In order to change the system, we need to slow down and put care and attention in each and every step instead of following the traditional fashion’s rhythms. We need to change the stale dynamics of production, distribution and sale. This is why all Sartoria Letteraria products are handmade, sustainable, free from fashion seasons and multifunctional. This is why I try to give some sense and value with my creations.

HANDICRAFT: The whole production is developed either in my lab, down in my Italian home garden or in my living room in Ibiza, which makes it a “less than” Km0 production. In the future I dream to expand with a proper studio, but nomadism does not allow me to settle at the moment: adaptation spirit wins!

I personally make all the prototypes while Angela, an “old school” dressmaker, Laura from San Miniato and Rosa from Ibiza help me with the production. Enrica from Prato, who just started her own business after working for many major Italian brands, and Sabrina, designer and pattern maker, specialized in theatre costumes and tailored suits, who still does the job with pencil and paper, help me developing the patterns. This is my little crew!

SUSTAINABLE: it’s quite hard to measure the value of a brand sustainability as being 100% is pure utopia. I try to reduce my impact on the environment choosing materials / accessories which are produced in a certain way and above all by recovering and recycling. I use a lot of fabrics recovered from Italian companies stock in the Prato district, old collections, fabrics leftovers and oddments, and everything lying in warehouses, as well as upholstery fabrics such as sheets, curtains, tablecloths or kitchen rags. Every now and then I destroy and reuse old clothes, transforming them. I often use African WAX which I obtain directly from local producers in Senegal, Burkina and Mali (thanks to the collaboration of associations that operate directly on site). Sometimes I print original patterns made by me or illustrators with whom I collaborate; Franco, the owner of an historical printshop in the Como district, help me developing these fabrics. I firmly avoid industrial productions or serial ones; the quantity of items put on the market is limited and controlled. As for the packaging, tags and labels I use manufacturing leftovers or old magazines from the 60s and 70s.

FREE: Free from trends, passing fad and seasonality imposed by the system. There are no collections but suggestions, unique pieces that start from an idea, a material, a vision, a word, transformed and come to life. In short, I do what I feel!

PRACTICAL: I fear practicality is my obsession or, in any case, an essential feature. In Italy we have a saying that goes like “for beauty to appear you must suffer a little” as most of the times the beauty imposed by the system is a result of renounces, physical pain and so on. I’ve always found this sentence quite indigestible and have always tried to combine comfort, femininity and practicality (according to my vision of things). My garments and accessories have simple lines, are easy to wear (there is no need of instruction) and are often multifunctional, another obsession since my graduation year.

INSPIRING: Words, secret messages, motivational quotes and stories are hidden in every garment or stand out in every new object. My typewriter Antares Capri 1968 and I have fun writing on paper and fabric and leaving food for thoughts on the back of a t-shirt, inside a hair band or under a picture.

HISTORY

My very first collection, which dates back to 2003 in London, was an explosion of colors, patterns, applications and bananas, which are still important features of my work. However, I was still too young to start a proper production which arrived 7 years later with Pygiama & Superstar. The brand’s basic assumptions were comfort, feminine lines, practicality and quality fabrics, with a sporty taste. The production was small, I never loved serial things and with infinite pieces of the same article; the collections did not follow the seasons’ trends but my inspiration of the moment, as I never loved the frenetic rhythms of fashion and that idea that studied garments lose value just after a few months. Seally came as a summer break, a collection dedicated to the sea and swimming costumes. After that I needed a break.

The mandatory moment of pause coincided with my most domineering moment of crisis with the fashion world, as I’ve always had a love / hate relationship with it. I felt that fashion was developing with less and less values, that fast fashion was swallowing beauty, transforming us all into serial consumers of products with a high fashion content but very poor policy concerning materials and processes. I dived into the intricate universe of sustainability, ethics and awareness on how our choices have an extreme environmental impact. My belief was that we needed, more than new collections, was to be re-educated to a different consumption and understand that a different kind of fashion was the one and only possible option not to implode buried by tons of € 2.99 advanced t-shirts. Yes, I know, it was a dark and tragic moment in which I seriously took into consideration the idea leaving the field and start selling sandwiches on the beach. Instead I wrote SFASHION and I decided that I would spread and share as much as possible the concept of ​​a different fashion-system, respectful of the environment and human lives.

During that moment of crisis and upheavals, while writing an article, sewing a hair band for me and then for a friend and then for another, stitching a poncho out of recovered sheets and some patches of old jeans, the idea of ​​Sartoria Letteraria, a project where to writing and fashion coexists in an absolutely artisanal way, has crept between my curls: sewing words together and writing with fabrics giving life to new wearable or readable compositions. So far it seemed the best way to combine these two passions that have always kept me alive without ever causing a weekly identity crisis or forcing me to choose between the two of them thinking “what do you want to do when you grow up?”. Well…I periodically face some sort of crises anyway, but I focus on my tailoring and try to do my best. ;)

—> You can find the creations of “Sartoria Letteraria“ on the online shop or order your customized version by writing to marina@morgatta.com <—

You can meet me live during some special events across Italy (November-April) or in the hippy markets in Ibiza (May-October); follow me on Instagram or subscribe to the newsletter to be updated with all my appointments.

You can find some of my creations in selected stores in Italy and Ibiza. If you have a shop and are interested in stocking my products, write me :)